Riprendiamo lo scorso articolo. Tutti parlano della decadenza della società. Dei governi, delle élite, del sistema, della manipolazione, dei grandi interessi economici. E sicuramente c’è del vero. Ma il problema è che continuiamo a guardare sempre e solo in alto, senza renderci conto che la disgregazione parte anche dal basso. Dai comportamenti quotidiani. Dalle piccole cose. Da milioni di micro-atteggiamenti ripetuti ogni giorno fino a diventare normalità.
La società non è qualcosa di separato da noi. È il riflesso medio delle persone che la compongono.
Basta guardarsi attorno.
La gente non mette più nemmeno le frecce quando guida. E non è il codice stradale il punto. È quella mentalità automatica del “io so dove sto andando, gli altri si arrangino”. Piccolo gesto, enorme fotografia mentale.

Le persone entrano in metro o sul treno senza aspettare che gli altri escano. Camminano occupando il marciapiede in quattro affiancati senza spostarsi di un centimetro. Parcheggiano occupando due posti. Attraversano la strada senza nemmeno guardare, come se tutto il mondo dovesse adattarsi automaticamente alla loro presenza.
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